In questa guida trovi la storia dell’isola, la descrizione della celebre chiesa di Mauro Codussi, i settori del cimitero e le sepolture più celebri, oltre a tutte le informazioni pratiche per organizzare la visita e per abbinarla, se lo desideri, a un’escursione a Murano e Burano.
Dove si trova e come arrivare all’Isola di San Michele
L’Isola di San Michele si trova nella laguna nord, a metà strada tra il sestiere di Cannaregio e l’isola di Murano. Non è raggiungibile a piedi: l’unico modo per visitarla è il vaporetto ACTV, che ferma proprio davanti all’ingresso monumentale del cimitero.
- Fermata: “Cimitero”, servita dalle linee 4.1 e 4.2 (anche 12 e 13 in alcune fasce orarie)
- Punto di imbarco più comodo: Fondamente Nove, a pochi minuti di navigazione
- Tempo di percorrenza da Fondamente Nove: circa 3-5 minuti
- Ingresso al cimitero: gratuito
- Orari: 7:30-18:00 nel periodo estivo, 7:30-16:30 in quello invernale (chiusura anticipata alle 12:00 il 1° gennaio, a Pasqua e a Natale)

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Una storia lunga più di mille anni
Molto prima di diventare il cimitero di Venezia, San Michele era già un luogo di vita religiosa e civile. Fin dal X secolo l’isola ospitava una chiesa dedicata all’arcangelo Michele e serviva da riparo per le imbarcazioni dei vetrai di Murano, tanto da essere conosciuta come “Cavana de Muran”. Nel corso del Duecento vi si insediarono i monaci Camaldolesi, che ne fecero un centro di studio, preghiera e cartografia: proprio qui, nel Quattrocento, il frate Fra Mauro realizzò il celebre mappamondo del 1450, una delle opere cartografiche più importanti del Medioevo europeo.
Con la caduta della Repubblica e le soppressioni napoleoniche, il convento perse la sua funzione religiosa e fu per un periodo persino un carcere politico, che ospitò tra gli altri Silvio Pellico e Pietro Maroncelli. La svolta decisiva arrivò nel 1804, quando l’editto di Saint Cloud voluto da Napoleone Bonaparte vietò le sepolture entro le mura cittadine per motivi igienici. Nel 1807 Napoleone scelse la vicina isola di San Cristoforo della Pace come sede del nuovo cimitero cittadino, affidando il progetto all’architetto Giannantonio Selva, lo stesso che aveva firmato il Teatro La Fenice.
Tra il 1829 e il 1837 il canale che separava San Cristoforo da San Michele fu progressivamente interrato, unendo le due isole in un unico corpo: nasceva così il cimitero che ancora oggi accoglie i veneziani e i tanti stranieri che scelsero la città come ultima dimora.
La chiesa di San Michele in Isola: il debutto del Rinascimento a Venezia
Ad accogliere chi sbarca sull’isola è la candida facciata della chiesa di San Michele in Isola, costruita tra il 1469 e il 1479 su progetto dell’architetto Mauro Codussi. È considerata la prima chiesa interamente rinascimentale di Venezia, il punto in cui la città lagunare abbandona le linee gotiche per abbracciare l’equilibrio classico appreso a Firenze e a Roma.
La facciata, interamente rivestita in candida pietra d’Istria, colpisce per la purezza geometrica delle sue forme: volumi curvi, proporzioni armoniche e un coronamento a semicerchio che anticipa soluzioni destinate a diventare modelli per altre chiese venete, come la Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. L’interno, sobrio e luminoso, custodisce ancora oggi l’atmosfera raccolta del monastero camaldolese, mentre il chiostro adiacente e la cinquecentesca Cappella Emiliani, dalla pianta ottagonale, regalano uno degli angoli più eleganti e meno frequentati dell’intera laguna.
Il cimitero: settori, chiostri e l’anima cosmopolita di Venezia
Superata la chiesa, il cimitero si apre in una successione di viali alberati, chiostri silenziosi e recinti monumentali. La struttura riflette la storia multiconfessionale della città: accanto al vasto settore cattolico, dove si allineano le tombe ottocentesche più elaborate, con angeli piangenti, medaglioni e drappeggi scolpiti che raccontano la ricchezza delle famiglie borghesi e nobiliari veneziane, si trovano il recinto evangelico, riservato alla comunità protestante, e quello greco-ortodosso, testimonianza dei tanti stranieri che scelsero Venezia come patria d’adozione. Un’area separata è dedicata alle sepolture militari.
L’unico cimitero storico della città non compreso nell’isola è quello israelitico, che si trova al Lido di Venezia, sulla Riviera San Nicolò.
Lo spazio, come spesso accade nelle isole della laguna, è sempre stato un problema: dopo un periodo di riposo di circa dieci anni, molte sepolture vengono infatti esumate e i resti trasferiti in un ossario. Per rispondere a questa esigenza, nel 1998 un concorso internazionale ha affidato all’architetto britannico David Chipperfield il progetto di ampliamento dell’isola, con nuovi cortili interni, un ossario e un edificio di servizio, completati nel 2017: un intervento contemporaneo che dialoga, con rispetto, con l’architettura rinascimentale di Codussi.
Le tombe che attraversano la storia
Passeggiare tra i vialetti di San Michele significa imbattersi, spesso senza cercarle, nelle tombe di alcuni protagonisti del Novecento. Nel settore greco-ortodosso riposano il compositore Igor Stravinsky, accanto alla moglie Vera, e Sergei Diaghilev, il celebre fondatore dei Ballets Russes: la sua lapide è quasi sempre ricoperta di scarpette da danza, lasciate in omaggio da ballerini di tutto il mondo.
Nel vicino recinto evangelico si trova la tomba del poeta e premio Nobel Josif Brodskij, che a Venezia dedicò pagine memorabili, e a pochi passi quella di un altro grande poeta, Ezra Pound, sepolto accanto alla compagna Olga Rudge in un’aiuola semplice, quasi nascosta tra la vegetazione.
L’isola custodisce anche le sepolture del compositore Luigi Nono, del pittore Emilio Vedova, dello psichiatra Franco Basaglia, del fisico austriaco Christian Doppler e dell’allenatore di calcio Helenio Herrera, a testimonianza di quanto Venezia abbia attratto, nei secoli, artisti, scienziati e intellettuali da ogni parte d’Europa.
Consigli pratici per organizzare la visita
San Michele è un cimitero attivo, non un’attrazione turistica in senso stretto: merita quindi una visita silenziosa e rispettosa, con toni bassi e un passo lento. Ecco alcuni consigli per godersela al meglio.
- Vai in un giorno feriale, preferibilmente al mattino, per trovare l’isola quasi deserta
- All’ingresso è disponibile una mappa che segnala i settori evangelico e greco-ortodosso, dove si trovano le tombe più visitate
- Metti in conto 45-60 minuti per una visita con calma alla chiesa, ai chiostri e al cimitero
- Porta con te acqua e un cappello nei mesi estivi: sull’isola non ci sono bar né aree ombreggiate diffuse
- Se ti muovi spesso in laguna nei giorni della tua vacanza, un pass trasporti multi-giorno o una card cittadina ti evitano di acquistare un biglietto a ogni tratta

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Abbinare la visita a Murano e Burano
Le linee 4.1 e 4.2, che fermano a San Michele, proseguono poi verso Murano, celebre per le sue fornaci di vetro soffiato, e permettono di raggiungere con un solo pass anche Burano, l’isola delle case colorate e del merletto. Molti visitatori scelgono così di dedicare la mattina al cimitero monumentale e al suo silenzio, per poi proseguire nel pomeriggio verso le isole più vivaci della laguna nord.

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FAQ – Domande frequenti sull’Isola di San Michele
- L’ingresso al cimitero di San Michele è gratuito?
Sì, l’accesso al cimitero e alla chiesa di San Michele in Isola è libero e gratuito, come per tutti i cimiteri comunali di Venezia. L’unico costo da mettere in conto è quello del biglietto del vaporetto per raggiungere l’isola. - Come si arriva all’Isola di San Michele da Venezia?
Si raggiunge esclusivamente in vaporetto, con le linee ACTV 4.1 e 4.2, scendendo alla fermata “Cimitero”. Il punto di imbarco più comodo è Fondamente Nove, da cui la traversata dura pochi minuti. - Quanto tempo serve per visitare il cimitero di San Michele?
Per una visita con calma alla chiesa di Codussi, al chiostro e ai principali settori del cimitero bastano circa 45-60 minuti. Chi vuole cercare le tombe illustri con più attenzione può prevedere fino a 90 minuti. - Dove si trovano le tombe di Stravinsky e Diaghilev?
Igor Stravinsky riposa nel settore greco-ortodosso, non lontano dalla tomba di Sergei Diaghilev, spesso ricoperta di scarpette da danza lasciate dai visitatori. Nel vicino recinto evangelico si trovano invece le tombe di Ezra Pound e di Josif Brodskij. - È possibile visitare la chiesa di San Michele in Isola?
Sì, la chiesa è generalmente visitabile durante l’orario di apertura del cimitero. È il primo esempio di architettura rinascimentale a Venezia, realizzato da Mauro Codussi tra il 1469 e il 1479, e merita una sosta anche solo per ammirarne la facciata in pietra d’Istria. - Si può abbinare la visita di San Michele a Murano e Burano?
Sì. Le stesse linee di vaporetto che fermano a San Michele proseguono verso Murano e permettono, con un cambio, di raggiungere anche Burano: un itinerario ideale per chi vuole dedicare mezza giornata alle isole della laguna nord.
